TRUCCHI E SUGGERIMENTI PER VFR

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Questo argomento contiene 2 risposte, ha 2 partecipanti, ed è stato aggiornato da  Filippo Santinello 1 anno, 9 mesi fa.

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  • #8759

    Milko Sinacori
    Moderatore

    In questo post vorrei mettere insieme tutti i trucchi ed i suggerimenti per condurre al meglio un volo VFR…. vi prego di astenervi dai commenti se non per aggiungere altri consigli utili, in modo da mantenere questa discussione agile e facilmente consultabile. PS se aggiungete qualcosa mettete prima un titolo in maiuscolo in modo che si capisca l’argomento

    #8760

    Milko Sinacori
    Moderatore

    COME RITROVARE I PUNTI DI RIPORTO MEDIANTE LE RADIO ASSISTENZE

    Spesso accade che in un volo simulato si perdano i punti di riferimento, specialmente quando lo scenario non è riprodotto al meglio. In questo caso possono venirci in aiuto le radioassistenze ed i punti di riporto. A tal proposito è molto utile consultare la carta enav 6.3.1-1 che trovate all’indirizzo: http://www.enav.it/enavWebPortalStatic/AIP/enr/enr6/ENR6-3-1-1.pdf
    Ciò ci consentirà di volare in modo più simile al reale senza essere schiavi di GPS, PlanG ed altre ammennicoli vari ed eventuali

    (Dritta suggerita da Francesco Filipponi)

    #8807

    Filippo Santinello
    Amministratore del forum

    Ciao, spero di fare cosa gradita se aggiungo a quanto già detto da Milko altre indicazioni e suggerimenti, facendo tesoro anche di ciò che accade nel volo reale.

    La prima raccomandazione per un volo VFR piacevole e sicuro è, ovviamente una accurata pianificazione a terra. Quindi dovremo assicurarci di essere dotati degli strumenti fondamentali per questo genere di pianificazione: cartina (meglio se scala 1:250.000, quelle a 1:500.000 di solito non sono molto ricche di particolari), plotter e calcolatrice.

    Poiché voliamo a vista, si presuppone che vi siano le condizioni che ci consentano non solo di separarci dagli altri traffici potendoli vedere e facendo vedere noi stessi, ma anche riconoscere agevolmente tutti gli elementi orografici, naturali o artificiali, che ci confermano la nostra posizione in ogni istante. Pertanto sfruttiamo il più possibile questa situazione, a partire dalla scelta di punti in rotta facili da identificare stando in quota. Ricordo, a tale proposito, che a quote molto basse (1000 ft o meno) elementi con sviluppo prevalentemente verticale (collinette, palazzi, tralicci ecc.) sono più facili da identificare, mentre a quote più elevate ci risulterà più semplice riconoscere elementi a sviluppo orizzontale (fiumi, laghi, agglomerati urbani).
    Sceglieremo quindi punti in rotta che ci vengano più facili da riconoscere, meglio se risultanti dalla presenza simultanea di più elementi separatamente riconoscibili (ad esempio incroci di grandi strade, o confluenza di strade e ferrovie, ecc.).
    Nel volo simulato probabilmente le strade non le avremo, o non saranno posizionate correttamente, ma ci aspettiamo almeno che i corsi d’acqua principali e gli agglomerati urbani siano piazzati con un minimo di correttezza, per cui insisteremo molto su quelli.
    Al fine di evitare l’accumularsi eccessivo di errori, cercheremo se possibile di scegliere punti in rotta non più distanti di 10 minuti di navigazione l’uno dall’altro: OK tutte le belle storie sulla correzione del vento, sull’uso del regolo per trovare il WCA (Wind Correction Angle) ecc.ecc., ma nel mezzo di un volo reale, credetemi, è cosa gran rara trovare qualcuno che si pigli la briga di fare conti del genere.
    Il tutto ovviamente attenendosi alle regolamentazioni e le eventuali restrizioni ai voli VFR nella zona che stiamo attraversando: quindi se sono previsti VRP (Visual Reporting Point, per trovare i quali va consultata la carta che ha indicato Milko), utilizzateli almeno in fase di pianificazione; se sono previste rotte VFR standard consideratele nel vostro piano, naturalmente attenendovi anche alle quote minime/massime previste per tali rotte.
    Tracciando la vostra tratta sulla carta, abbiate l’accortezza di posizionare delle tacche corrispondenti ad un intervallo di tempo costante (ad esempio, una tacca ogni 4 minuti di volo), in modo da avere un’idea di dove dovreste essere man mano che passa il tempo da un punto in rotta al successivo: se le cose vanno come previsto, dovreste riconoscere (naturalmente in funzione della fedeltà dello scenario che utilizzate…) i principali elementi orografici che trovate sulle varie tacche che avete messo nella carta.
    Come ultima (ma non meno preziosa) risorsa, ricordate i radioaiuti come già detto da Milko. Anche se si presuppone che per il tipo di volo che conduciamo essi non siano il nostro riferimento principale per la navigazione, essi sono assolutamente preziosi come riscontro di conferma. Pertanto, per i punti in rotta che sceglieremo, avremo l’accortezza di verificare su quale radiale e a quale distanza (nel caso di VOR) o su quale QDR/QDM (nel caso di NDB) si trovino rispetto ai più vicini radioaiuti.
    Se il vostro velivolo è dotato di DME e avete un VOR nei paraggi, vi basterà usare quello come riferimento; in caso contrario, dovrete utilizzare due radioaiuti (VOR/VOR o VOR/NDB). In questo caso, nei limiti del possibile, scegliete come riferimento radioaiuti che consentano di tracciare riferimenti grossomodo perpendicolari l’uno rispetto all’altro, così da avere la massima precisione nel rilevamento.

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