Stampa questo articolo Stampa questo articolo Spedisci questo articolo Spedisci questo articolo

L’Idroscalo: una infrastruttura fondamentale per lo sviluppo della nostra aviazione.

L’idroscalo è una struttura realizzata per gestire il traffico aereo di passeggeri e merci utilizzato degli idrovolanti. Esso abbina le caratteristiche di un porto marittimo o fluviale con quelle di un aeroporto. Queste strutture, nate nei primi decenni del 1900, quando gli idrovolanti italiani conquistarono tutti i record della categoria, persero progressivamente d’importanza con lo sviluppo, sempre maggiore, dei velivoli in grado di operare da basi a terra ed ebbe come conseguenza la dismissione dei grandi idrovolanti di cui la Regia Marina Italiana era leader in campo mondiale.

Nei primi del 1900 gli idrovolanti erano ancora strategicamente utili come velivoli militari di avvistamento in mare tanto che le basi navali, in uso alle marine militari, disponevano spesso di strutture simili. In Italia la Regia Marina e la successivamente la Regia Aeronautica, ne possedevano diversi tra cui ricordiamo l’idroscalo di Orbetello, di Ostia, di Trapani e quello di Siracusa.

Oltre ad essere utilizzati come velivoli militari, gli idrovolanti iniziarono ad essere utilizzati come mezzi di trasporto civile per collegamenti a corto raggio. La città di Ancona si affermò ben presto come una tappa importante per lo sviluppo delle linee aeree internazionali che trovarono, nel bacino Adriatico, una base ideale.

Ancona Macchi C94

Ancona Macchi C94

Ancona

Nel 1926 in Italia proprio da Ancona fu inaugurata la prima linea commerciale su idrovolanti con un collegamento tra la regione Marche e la Dalmazia. Così già nel 1928 l’idrovolante CANT Z 22, interamente costruito in Italia, svolgeva la spola tra le due coste ad una velocità massima di 185 km/h  trasportando 8 passeggeri e due membri di equipaggio. Nel 1936 il MACCHI  C94, con 23 metri di apertura alare, poteva raggiungere i 290 km/h e trasportare sino a 12 passeggeri più 3 persone di equipaggio. Allora vi era un detto:Da Ancona fai prima ad arrivà a Zara che a Falconara!.

Siracusa

CANT_Z.508

CANT_Z.508

L’Idroscalo “De Filippis” di Siracusa, realizzato nel 1923 nel porto grande in un’area compresa fra il Borgo S. Antonio e il quartiere dei Pantanelli, fu uno scalo per idrovolanti che prese il nome del tenente Arnaldo De Filippis, eroe e medaglia d’oro della prima guerra mondiale.

L’idroscalo fu interessato dal traffico aereo sia militare che civile, con voli della compagnia Ala Littoria sulla rotta Roma-Napoli-Siracusa-Tripoli.

Marsala / Trapani

L’Idroscalo di Marsala-Stagnone fu un aeroporto militare per idrovolanti, realizzato nel 1930 presso la laguna dello Stagnone, in provincia di Trapani dalla Regia Aeronautica. Quest’area, oggi è una riserva naturale che va dalla costa di Marsala fino all’antica città fenicia di Mozia, comprendendo il tratto di laguna in cui si bagnano anche le isole dello Stagnone. L’area, che appartiene ancora all’Aeronautica Militare, non è più utilizzata data la presenza di strutture di archeologia militare come gli Hangar dell’architetto Nervi: capannoni in cemento armato realizzati nel 1935 che fungevano da rimesse per i velivoli, o la cosiddetta casamatta, una struttura fortificata sita nelle acque basse dello Stagnone che ospitava una sentinella del Genio Pontiferi, posta a costante guardia dell’idroscalo.

Durante la seconda guerra mondiale furono ospiti della struttura gli idrovolanti della Regia Marina, nonché i mezzi della Luftwaffe, l’aeronautica militare tedesca.

Alghero

Cant Z506

Cant Z506

Nel 1937 inizia per Alghero l’era dell’aviazione. In quell’anno viene inaugurata la nuova base per idrovolanti a Porto Conte alla presenza di autorità civili e militari che hanno assistito al primo ammaraggio di un grosso idrovolante Zappata Cant  Z506 nelle acque limpide della baia.

La prima rotta che fece scalo a Porto Conte con un “Savoia Marchetti 66” era quella che univa  Genova-Alghero-Cagliari-Tunisi e viceversa. Si inaugurava nello stesso periodo anche il servizio Roma-Porto Conte e ritorno con un volo che durava due ore. Gli idrovolanti facevano capo alla compagnia Ala Littoria il cui nome si inquadra perfettamente nel momento politico nel quale si viveva in Italia.

Ripercorrere queste strade significa fare “archeologia aeronautica” per conoscere e rafforzare le nostre radici.

Se ti interessa fare una esperienza virtuale per rivivere con un idrovolante le sensazioni di allora,  partecipa al Tour per Idrovolanti leggendo le specifiche a questo link :  http://www.aeroclublaquilavirtual.eu/2017/02/25/tour-idroscali-antichi-e-nuovi/

 

Lascia una risposta