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Nuovi orizzonti per la restituzione aereofotogrammetrica

Non tutti sanno che molta parte della cartografia moderna è stata fatta attraverso la tecnica dell’aerofotogrammetria. Una disciplina che consente di ottenere delle immagini tridimensionali (modello 3d) da una strisciata fotografica le cui foto si sovrappongano, del 50/70%. Questa tecnica, largamente usata per le infrastrutture stradali o ferroviarie, ha costituito la base per la restituzione di quasi tutte le carte topografiche dell’attuale territorio. Utilizzava dei voli con velivoli tradizionali dotati di macchine fotografiche particolari che, scattando fotogrammi sequenziali, ricoprivano una striscia di terreno che, trattata con appositi macchinari, restituiva la cartografia del terreno consentendo il tracciamento delle curve di livello. Unico e non trascurabile inconveniente era il forte costo di realizzazione dovuto all’impiego di velivoli e mezzi di restituzione complicati e costosi (restitutori aerofotogrammetrici).

Oggi questi costi possono essere abbattuti utilizzando al posto dei velivoli tradizionali con pilota, dei “Droni” ad ala fissa o rotante e, al posto dei restitutori, dei software che leggendo la strisciata fotografica, ne ricavano direttamente un modello 3d con un intervento umano molto contenuto rispetto al passato. La grossa novità è che, mentre il modello 3d ricavato dal restitutore aerofotogrammetrico serviva a un operatore per disegnare le carte topografiche e ricavarne i dati altimetrici, come curve di livello e quote, ora tutto ciò avviene automaticamente attraverso i software dedicati con costi molto contenuti. Non solo ma, avendo a disposizione un modello 3d del terreno, del fabbricato, del ponte o di qualunque struttura, si sono ampliate notevolmente le possibili applicazioni pratiche.

     L’Aeroclub L’Aquila Virtual, grazie alla collaborazione con l’Università la Sapienza di Roma, l’Aeroclub L’Aquila e la ditta Oben, ha sperimentato sul campo di volo queste possibilità: ha realizzato uno scenario 3d dell’Aviosuperficie L’Aquila, nostra base operativa, da inserire 

in un simulatore di volo che ci consente di simulare atterraggi e decolli virtuali con uno scenario tridimensionale reale. Il pilota virtuale vede esattamente quello che vedrebbe volando realmente.

 

Il lavoro non ha precedenti e si ringrazia Marco Pedroni per la post produzione, Mario Lanzillotta (il nostro pilota UAV militare) l’Università la Sapienza di Roma, l’Aeroclub L’Aquila e la ditta Oben ed in particolare l’Ing. Paolo Fallavollita.

Il lavoro è stato possibile attraverso l’utilizzo di un aeromobile a pilotaggio remoto (3rd robotics Aero-M) dotato di una fotocamera Canon A480 con custom firmware e intervallometro. Sono state scattate più di 1000 fotografie con una sovrapposizione minima del 50%, che costituivano la strisciata del rilievo, da queste ne sono state selezionate 417 ottenendo, tramite Agisoft Photo Scan, tutta la modellizzazione 3d e l’ortofoto con un dettaglio di 1px/3cm. Tramite qGIS è stata georeferenziata l’ortofoto, importata in WED (il software per la realizzazione scenari di X-Plane) e ricostruito tutto il modello 3d.

Come tutti sapete le nostre attività hanno un costo che è completamente sostenuto dai soci fondatori e dalle donazioni spontanee come quelle fatte ultimamente da Michele Burke che ringrazio a nome mio e di tutto il Direttivo. Grazie anche a questi soldi possiamo permetterci queste attività che rendono grande e ineguagliabile il nostro gruppo.

 

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