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IL Beechcraft C45, fu amore a prima vista

Nel 1948 l’Aeronautica militare acquista un lotto di velivoli surplus americani tra cui vi erano numerosi esemplari di questo bimotore che fu assegnato al 46° stormo Trasporti, alla Scuola Plurimotori, al Centro di Addestramento al Volo e al reparto volo dello S. Maggiore Aeronautico. Da allora il Beechcraft C45, in gergo “bici”, è diventato familiare su tutti gli aeroporti militari italiani. Qualche esemplare è stato modificato, nelle nostre officine ove i velivoli subivano tutte le revisioni, in particolare ne ricordo uno il cui muso era stato finestrato per consentire di effettuare delle riprese filmate e fotografiche. Il mio incontro con questo velivolo avvenne nel 1968 nell’hangar della Squadriglia Collegamenti del 4° Stormo Caccia di Grosseto ove ero stato assegnato come sottotenente di complemento per occuparmi di lavori aeroportuali e impiantistici della base che  ospitava gli F104. Per me fu  amore a prima vista, compatto, potente e robusto era il velivolo da trasporto più efficace per piccole missioni alla ricerca dei pezzi di ricambio che mancavano al Gruppo Efficienza Velivoli (GEV) che  manuteneva i caccia F104 della nostra e di altre basi.

Beechcraft C-45 Expeditor, MM61743, dell'Aeronautica Militare Italiana fotografato all'Aeroporto di Guidonia, febbraio 1980

Beechcraft C-45 Expeditor, MM61743, dell’Aeronautica Militare Italiana fotografato all’Aeroporto di Guidonia, febbraio 1980

In quel periodo ero responsabile di un progetto per il rifacimento di tutta la segnaletica aeroportuale, pista e raccordi inclusi. Avevo pertanto un bel da fare per gestire i vari cantieri dislocati nella base, oltre a seguire il lavoro di verniciatura, già complesso per le regole contrattuali e militari da mettere in atto, dovevo tenere presente tutte le attività di volo giornaliere per interrompere il lavoro, sulla pista e sui raccordi, durante i decolli e gli atterraggi dei velivoli. Per questa mia attività ero fornito di una campagnola in contatto radio con la torre ed ero conosciuto da tutti i comandanti dei vari reparti che oltre ad incontrali al briefing, mi cercavano per chiedermi infinite varianti al progetto che, secondo loro doveva essere adattato per gli aspetti pratico-logistici di alcune aree particolari.  Quando fu il momento di lavorare nell’area della Squadriglia Collegamenti mi accorsi che la piazzola per l’atterraggio degli elicotteri era stata inserita in un pezzo di piazzale scomodo. Concordai così la nuova posizione con il comandante della Squadriglia, un capitano di Roma con il quale ebbi subito un rapporto di cordiale amicizia. Fu proprio questo spirito che qualche giorno dopo, mi tornò utile quando dovendo andare da Grosseto a Grazzanise per recuperare del materiale, fui invitato dal comandante ad accompagnarlo. Fu così che, conoscendo la mia passione per il volo, e in brevetto civile preso l’anno prima all’Urbe, mi fece sedere in cabina con lui e pilotare il velivolo per un bel tratto di strada. Per me fu un’esperienza unica che ancora ricordo quando lui, per saggiare la mia capacità di reazione, spingendo con la gamba il pilone centrale del volantino faceva scendere il velivolo. La mia reazione fu immediata e da quel momento in poi ci godemmo un bel volo sino alla base aerea di Grazzanise ove sul piazzale antistante alla pista di volo trovammo il pezzo che ci occorreva e facemmo ritorno a Grosseto.

Cocpit del Beechcraft C-45 Expeditor, MM61743, dell'Aeronautica Militare Italiana fotografato all'Aeroporto di Guidonia

Cocpit del Beechcraft C-45 Expeditor, MM61743, dell’Aeronautica Militare Italiana fotografato all’Aeroporto di Guidonia

Il C45 era mosso da due motori P. & W. “waps” JR.R. 985-B da 450 CV.Nato nel 1936, questo velivolo è stato uno dei più longevi, adoperato in America ed in altre realtà sia per il collegamento sia per la scuola di volo.

Le sue caratteristiche erano:

  • Apertura alare 14,5 m;
  • Lunghezza 10,33 m;
  • Perso a vuoto 2617 Kg, a pieno carico 3793;
  • Velocità massima 368 km/h e 330 km/h di crociera;
  • 368 m/minuto di salita e una tangente di 6000 metri;
  • Autonomia di 1600 km.

 

 

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